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I Palazzi dei Rolli a Genova: storia di un Patrimonio Unesco

Durante lo straordinario Secolo d’oro, negli anni tra Rinascimento e Barocco, i più influenti nobili genovesi fecero progettare e costruire una serie di palazzi ricchissimi in Strada Nuova, oggi via Garibaldi, via Balbi e Via Cairoli. Le cosiddette Strade Nuove, un vero e proprio assetto urbano nel cuore della città, creato appositamente per celebrare fasto e potenza dell’aristocrazia cittadina e che ancora oggi ospita i sontuosi Palazzi dei Rolli.

Genova, via Garibaldi e i suoi splendidi palazzi in notturna

Le superbe dimore dei genovesi

Genova è stata fin dall’antichità una delle città più importanti tra le Repubbliche Marinare d’Italia e raggiunge il suo massimo splendore tra il XVI e il XVII secolo. Questa straordinaria ascesa è riconducibile soprattutto alle imprese di Andrea Doria, l’ammiraglio che tra il 1528 e il 1560 governò la città. L’ambizioso condottiero desiderava trasformare Genova in una nuova Roma, sia dal punto di vista culturale che artistico: fu per questo motivo infatti che a partire dal 1550 il capoluogo ligure si arricchì di magnifiche facciate decorate con stucchi, marmi e affreschi, splendidi cortili e giardini rigogliosi con fontane e ninfei. All’interno dei sontuosi palazzi completavano la decorazione arredi pregiati, collezioni antiche e quadrerie.

L’unicità di questi edifici deriva dal particolare sistema di ospitalità a cui furono strettamente legati: Genova, città di banchieri, mercanti e armatori, crocevia di alti dignitari europei, con un ruolo di assoluta predominanza politica e commerciale sul Mar Mediterraneo, era da sempre sprovvista di una corte. In città non esistevano alloggi destinati ad ospitare personalità importanti di passaggio. Per questo motivo dunque, fin dal XVI secolo, vennero utilizzati i sontuosi palazzi di nobili ed aristocratici con lo scopo di fornire accoglienza ai personaggi di spicco. Le dimore private erano utilizzate a tutti gli effetti anche per scopi pubblici.

Il sistema di ospitalità venne regolamentato nel 1576, con la pubblicazione da parte del Senato genovese di liste ufficiali in cui vennero inseriti tutti i palazzi più belli, destinati (tramite sorteggio) ad ospitare le più importanti personalità europee. Il proprietario, una volta estratto, non poteva sottrarsi all’incombenza. Un onore, che però molto spesso si trasformava in onere poiché era necessario garantire vitto e alloggio ad intere delegazioni, talvolta anche più di duecento persone! Gli elenchi ufficiali, chiamati “Rolli“, erano suddivisi in tre categorie, i bussoli, che indicavano il valore dei palazzi, dai più sfarzosi ai meno eleganti. Una selezione che ricorda moltissimo le “stelle” degli hotel moderni.

I Rolli, gli elenchi ufficiali delle dimore aristocratiche genovesi (oggi conservati presso l’Archivio di Stato di Genova)

Ben presto la fama di queste dimore principesche si diffuse in tutte le corti europee, anche il pittore fiammingo Peter Paul Rubens ne fu completamente rapito, tanto che nel 1622 pubblicò un volume interamente dedicato ai Palazzi dei Rolli, con descrizioni, disegni e piante prospettiche di ciascun edificio. Negli anni precedenti, l’artista soggiornò a più riprese in città al seguito del duca Vincenzo I Gonzaga, di cui era pittore di corte. Grazie a questi viaggi ebbe la possibilità di conoscere i tesori e le bellezze della Superba.

Peter Paul Rubens, “I Palazzi di Genova”, 1622, particolare della facciata di Palazzo Pallavicino in Via Garibaldi

Nel 2006 l’Unesco ha inserito nella lista del Patrimonio dell’Umanità ben quarantadue palazzi (tra i più di centocinquanta esistenti), riconoscendone un valore moderno, nonché prezioso esempio di un insieme urbano che testimonia ancora oggi il valore del Secolo d’oro dei genovesi.

Da più di dieci anni Genova celebra il suo patrimonio con la manifestazione Rolli Days, apposite giornate, normalmente un weekend in primavera e uno in autunno, in cui i Palazzi vengono aperti al pubblico e resi visitabili. L’evento, completamente gratuito, richiama ogni anno più di cento mila visitatori, un pubblico variegato nazionale ed internazionale.

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