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Luoghi esoterici in Italia

1. La Zisa

Il Castello della Zisa a Palermo è riconosciuto come Patrimonio UNESCO nell’ambito dell’itinerario Arabo-Normanno di Palermo assieme alle cattedrali di Cefalù e Monreale.

La Zisa fu costruita per volere del re normanno Guglielmo I nel 1165, che la adibì come propria residenza estiva. Il Castello è celebre per la perfetta sintonia architettonica con cui si fondono elementi decorativi e strutturali dello stile arabo e normanno.

Secondo una credenza popolare all’interno del Castello sarebbe custodito il tesoro di un sultano arabo, protetto da un sortilegio. La leggenda narra di un amore ostacolato tra Azel Comel, figlio del sultano del Libano ed una ragazza di nome El-Aziz. Azel, intenzionato a sposare la fanciulla ad ogni costo, rubò il tesoro di famiglia e scappò a Palermo insieme alla sua amata, proteggendo il tesoro con un incantesimo. La loro fuga portò, per il troppo dolore, la madre di El- Aziz al suicidio. Morirono a breve distanza l’uno dall’altro anche i due innamorati.

Si dice che il tesoro sia tutt’ora presente all’interno della Zisa e che per impossessarsene bisognerebbe indovinare l’esatto numero di diavoli raffigurati nell’affresco della Sala della Fontana. Tuttavia, riuscirci è alquanto impossibile: si racconta che i diavoli comincino a sbeffeggiare chiunque tenti l’impresa.

Diavoli affrescati nella Sala della Fontana (immagine di balarm.it)

2. Le Grotte Alchemiche

È risaputo che la città di Torino sia considerata un punto di convergenza tra magia nera e magia bianca.

Nei sotterranei torinesi sono presenti delle grotte alchemiche, dei veri e propri portali per delle dimensioni parallele. Si pensa che le grotte colleghino tre punti fondamentali della città, ognuno di essi simbolo del potere laico o ecclesiastico; in particolare, una grotta collegherebbe il Palazzo Reale con il Monumento ai Caduti di Piazza Statuto, rispettivamente simboli della magia bianca e della magia nera. Secondo alcuni però, questa grotta sarebbe nata con l’intento di favorire l’incontro tra i sovrani Sabaudi e i loro amanti.

Una seconda grotta, nata più per scopi militari, collegherebbe Piazza Castello con il Palazzo di Città e la Chiesa della Santissima Annunziata, mentre una terza grotta – nota solo a pochissimi al mondo – custodirebbe la pietra filosofale.

Grotte sotterranee a Torino (immagine di mole24.it)

3. Il Castello di Montebello

Nella provincia riminese il Castello di Montebello di Poggio a Torriana domina l’elegante valle del Marecchia e dell’Uso. Anche in questo caso la storia del Castello si intreccia con una tra le più celebri leggende della Romagna.

Il borgo è divenuto famoso per via della – presunta – presenza di Guendalina, figlia albina del feudatario Ugolinuccio Malatesta, soprannominata Azzurrina per via del colore degli occhi e dei capelli rassomiglianti al cielo. Si narra che la bambina fosse sempre nascosta nella sua camera per via del suo aspetto “insolito”, nonché fonte di vergogna per il padre.

Nella notte del solstizio d’estate del 1375, durante un forte temporale, la bambina scomparve mentre giocava tra i corridoi delle residenza Malatestiana. Si udì un solo urlo straziante, ma di Azzurrina non si ebbero più notizie. Si crede che il fantasma di Azzurrina sia ancora presente nei sotterranei del Castello e che, ad ogni solstizio d’estate, torni a far sentire i propri lamenti. 

Ritratto di Azzurrina nel luogo della presunta scomparsa (immagine di curiositàemisteri.com)

4. Il Bosco Isabella

A pochi passi dal borgo di Radicofani (SI) si trova il Bosco Isabella anche chiamato Giardino Romantico ed Esoterico. Il nome e la realizzazione del Bosco si deve a Odoardo Luchini che lo dedico alla moglie Isabella, per l’appunto.

Il Bosco nacque su un appezzamento di terra della famiglia Luchini sul finire dell’800. Oltre a distinguersi per la varietà di alberi al suo interno – tra cui aceri, olmi, cedri, ciliegi e molte altre specie estere – lungo il Bosco si scorgono molti simboli esoterici ed iniziatici.

Tra gli altri, si distingue una piramide a base triangolare in pietra, che si pensa essere un tempio dedicato alla celebrazione della cultura massonica. La presenza nel Bosco della piramide e di altri elementi con riferimento alla cultura esoterica-massonica trova spiegazione nell’appartenenza della famiglia Luchini ad una Loggia Massonica.

Piramide di pietra all’interno del Bosco (immagine di parcodellavaldorcia.com)

5. Sacro Bosco di Bomarzo

Il Sacro Bosco di Bomarzo costituisce un luogo unico per l’architettura italiana. Denominato anche “Parco dei Mostri” per via delle grottesche statue disseminate lungo tutto il paesaggio, il Bosco si caratterizza proprio per la capacità di stupire i suoi visitatori, tra fascino, arte e mistero.   

Fu costruito su commissione di Pier Francesco Orsini, detto anche Vicino, a metà del XVI secolo. Il Bosco si immerge nella campagna viterbese ed attinge all’Idea del theatro di Giulio Camillo per lo stile ermetico dell’iconografia, svincolandosi dalle regole classiche cinquecentesche e rifacendosi, invece, all’eccentrico e al sovrannaturale.

Le sculture giganti raffiguranti animali e mostri mitologici, le fontane, gli obelischi, la casa pendente e i labirinti dal significato enigmatico costituiscono le tappe di un itinerario di tipo alchemico.

Per molto tempo scienziati, filosofi e letterati hanno tentato di tradurre il significato dei simboli enigmatici all’interno del Parco, senza però mai raggiungere una versione riconosciuta unanimemente. Eppure, all’interno del Parco si ritrovano riferimenti all’ Orlando Furioso di Ariosto, al Canzoniere di Petrarca e ad i poemi di Torquato Tasso.

L’Orco parlante nel Sacro Bosco (immagine di civitavecchia.portmobility.it)

6. Labirinto della Masone

Il Labirinto della Masone a Fontanellanato (PR) è il più grande al mondo. Si tratta di un parco culturale inaugurato nel 2015 e progettato dagli architetti Franco Maria Ricci, il quale ne è proprietario, Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto. Al suo interno ospita numerose collezioni d’arte che vanno dal cinquecento al novecento, ed una biblioteca dedicata alla tipografia e alla grafica.

La sua pianta stellata si estende per sette ettari, ospitando al suo interno un quadrato centrale. La piazza porticata posta al centro del quadrato si allarga per duemila metri quadrati ed ospita tutt’oggi eventi culturali come concerti, feste ed esposizioni culturali. Una cappella di culto a forma piramidale si rivolge alla piazza centrale.

La forma stellata esterna ricorda il culto dedicato al sole, ma in realtà l’intero dedalo designa la condizione esistenziale dell’uomo: il labirinto rappresenta il limite della coscienza emotiva dell’essere umano, ma anche l’unica via attraverso la quale può ascendere ad una nuova condizione, molto più vicina a Dio.

Il labirinto è interamente realizzato con quasi trecentomila specie di bambù.

Labirinto della Masone dall’alto (immagine di artribune.com)
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