Vai al contenuto

Non solo mare: i tesori della Puglia Imperiale (parte 1)

La Puglia e le sue località turistiche richiamano milioni di visitatori. Ogni estate, le acque cristalline del Salento, gli antichi villaggi della Valle d’Itria e i paesaggi storico-naturalistici del Gargano ricevono folle di visitatori che, conclusosi il periodo estivo, lasciano dietro il loro passaggio ciò che resta di destinazioni spesso vissute al massimo della loro capacità di accoglienza.

Il silenzio riprende possesso di questi luoghi e con esso il necessario recupero e manutenzione nei comuni più frequentati. Molti lavoratori stagionali del turismo tornano ogni autunno alle proprie occupazioni abituali e altrettanti territori restano sospesi nell’attesa della successiva stagione.

Esistono località della Puglia ancora ignorate da gran parte del turismo italiano e internazionale. Destinazioni che, oltre a garantire una fruibilità distribuita nelle quattro stagioni, sostengono la promozione di attività autentiche. Si tratti di enogastronomia, outdoor o turismo storico-artistico.

L’area geografica della “Puglia Imperiale” comprende i 10 comuni della piccola provincia di Barletta, Andria e Trani, che non figurano tra le mete più frequentate dai flussi turistici. Scopriamone insieme i tesori nascosti seguendo cinque itinerari tematici.

La prima sezione della nostra esplorazione è dedicata alle principali attrattive della costa adriatica di questa piccola provincia. In seguito, una seconda parte approfondirà tre itinerari tematici nell’entroterra murgiano-federiciano. Buon viaggio!

Cattedrali sull’Acqua: Barletta e Trani

Il tratto di costa adriatica della Puglia settentrionale, con la sua alternanza di spiagge e scogliere, ha visto sorgere alcune tra le città portuali più frequentate dai flussi di beni e viaggiatori in epoca tardo medievale e rinascimentale.

Infatti, la secolare presenza di pellegrini e cavalieri crociati in partenza per la Terra Santa e gli importanti flussi di commercio con l’Asia Minore e il Medio Oriente hanno portato ricchezza ai principali porti della costa barese. Ne sono esempio le città di Barletta e Trani, destinazioni di questo secondo itinerario.

Veduta del Castello Svevo di Trani al tramonto

Testimonianza del patrimonio di questi due insediamenti costieri sono alcuni monumentali castelli e cattedrali romaniche, in pietra calcarea tranese, voluti dalle dominazioni normanne e sveve che durante diversi secoli hanno occupato questi luoghi. I 15 chilometri che separano Barletta e Trani sono comodamente percorribili in bicicletta o a piedi, seguendo i sentieri costieri presenti sul percorso.

Barletta: tra storia e arte

La fama artistica di Barletta si deve principalmente al monumentale Castello Svevo (che conserva l’unico busto esistente raffigurante il Puer Apuliae) e alla Cattedrale di Santa Maria Maggiore. Tuttavia, Barletta è passata alla storia nazionale soprattutto per un memorabile evento che ebbe luogo il 13 febbraio del 1503: la Disfida di Barletta.

Uno scontro militare che vide 13 cavalieri italiani sconfiggere duramente un pari numero di cavalieri francesi. Galeotto di questa gara – organizzata a tavolino dalle due fazioni – furono le pesanti accuse di codardia espresse dai comandanti francesi nei confronti dei combattenti italiani. Tale affronto non fu ignorato da Ettore Fieramosca e dai suoi compagni di lotta, e si scelsero in fretta regole e modalità secondo le quali testare il valore militare delle due fazioni.

Rappresentazione della Disfida di Barletta

La notizia della vittoria della frangia italiana si diffuse rapidamente nelle varie regioni della penisola e numerose cittadine del Meridione festeggiarono l’evento. La Disfida di Barletta fu un’occasione di significativa portata valoriale, la quale andò ben oltre l’effettiva importanza della vittoria. Si dimostrarono infatti timidi accenni di orgoglio nazionale, più di tre secoli in anticipo rispetto all’effettiva unificazione italiana.

Impressionisti e colossi

Prima di spostarsi in direzione di Trani, Barletta offre ancora alcune sorprese per gli appassionati.

In primo luogo, barlettano di nascita fu Giuseppe De Nittis, esponente di spicco dell’Impressionismo parigino e unico pittore italiano capace di imporre la propria fama nella Parigi del XIX secolo. La Pinacoteca a lui intitolata, sita nell’antico Palazzo della Marra, espone decine di opere dell’artista.

Il Colosso di Barletta, al lato della Basilica del Santo Sepolcro

Curiosa, inoltre, la vicenda legata al Colosso di Barletta, smisurata statua bronzea posizionata presso l’antica Basilica del Santo Sepolcro e raffigurante un non identificato imperatore della tarda antichità. Diverse leggende discutono sull’origine dell’opera. Inizialmente si narrava che la pesantissima scultura fosse stata abbandonata nelle acque dell’Adriatico da una nave veneziana durante una tempesta e cullata dalle onde verso le spiagge barlettane. Una seconda tradizione, storicamente più accreditata, si riferisce invece a uno scavo archeologico ultimato in epoca sveva nei pressi di Ravenna: una statua colossale fu recuperata e successivamente trasportata a Barletta per volere di Federico II.

Trani, “Perla dell’Adriatico”

Avvicinandosi a Trani, seguendone la costa sabbiosa, si scorge in lontananza l’alto campanile della Cattedrale di San Nicola Pellegrino, affiancata dal Castello Svevo. Il colore bianco della pietra di costruzione (estratta nelle cave della città) e la posizione isolata a picco sul mare rendono il Duomo di Trani un gioiello inconfondibile dell’architettura italiana.

L’imponente mole della Cattedrale segna l’inizio del Porto Antico, stretta insenatura naturale capace di creare uno degli scorci più pittoreschi della regione. La strategica posizione commerciale di Trani e i frequenti contatti con il Medio Oriente hanno incentivato da una parte una significativa presenza dell’Ordine Templare e, dall’altra, il formarsi di un’importante comunità ebraica.

Se il passaggio dei cavalieri templari è testimoniato dalla Chiesa di Ognissanti, più complessa risulta la vicenda legata ai monumenti di origine giudaica. All’interno dello storico quartiere ebraico sorgevano quattro sinagoghe, costruite anch’esse seguendo le forme del romanico pugliese. Nel corso del XVI secolo, successivamente all’allontanamento di numerosi gruppi dai principali centri cittadini del Meridione, le sinagoghe furono trasformate in sedi di culto cattolico. Negli ultimi decenni, la ridotta comunità giudaica tranese si è organizzata attivamente per riprendere possesso delle proprie tradizioni storiche, aprendo al pubblico alcuni monumenti – come la Sinagoga Scolanova.

I rigogliosi giardini della Villa Comunale accompagnano i viaggiatori verso il termine di questo percorso con una vista panoramica sul Porto Antico.

Il Porto Antico di Trani e la Cattedrale di San Nicola Pellegrino

Tra saline ed ipogei: Margherita di Savoia e Trinitapoli

Da un punto di vista paesaggistico, le lunghe spiagge sabbiose di questo tratto di Adriatico non possono competere con le meravigliose cale del vicino Gargano e con le acque cristalline del Salento. Tuttavia, allontanandosi dai grandi centri di Barletta e Trani, non mancano altri luoghi di indiscusso valore.

Proseguendo dunque l’esplorazione della costa adriatica di quest’area pugliese, ci lasciamo alle spalle il lungomare barlettano dirigendoci verso occidente. Dopo pochi chilometri, in corrispondenza della località Fiumara, si incontra la foce dell’Ofanto, il più importante fiume pugliese. Il Parco Naturale dell’Ofanto, istituito dalla regione nel 2007, si allunga verso l’entroterra attraverso i diversi contesti paesaggistici che caratterizzano la Puglia settentrionale.

Superato l’Ofanto, si stagliano all’orizzonte le grandi vasche d’acqua delle Saline di Margherita di Savoia. Riserva naturale protetta, queste Saline sono le più grandi d’Europa e seconde al mondo per estensione. L’aspetto odierno è influenzato da una lunga e travagliata storia di estrazione. Ancora oggi sono in piena attività e si possono visitare su appuntamento con una visita guidata. Un’occasione unica per scoprire i processi di lavorazione dell’oro bianco e conoscere le specie di fenicottero rosa che popolano questi ambienti. A Margherita di Savoia vi aspetta anche un piccolo circuito termale.

Dettaglio scenografico della lavorazione del sale a Margherita di Savoia

La vicina Trinitapoli, collegata a Margherita di Savoia da una splendida pista ciclabile che attraversa le saline, conserva un prezioso museo dedicato agli ipogei della civiltà.

Conclusa l’esplorazione di questo breve tratto costiero, pubblicheremo presto una seconda sezione dedicata ai tesori della Puglia Imperiale, approfondendo itinerari e attrattive dell’entroterra. Vi aspettiamo!

Picture of Eccellenza Italiana

Eccellenza Italiana

Dante e Petrarca lo chiamavano il Bel Paese, noi vi spieghiamo perché oggi lo è ancora

Condividi

Continua a leggere