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È italiano il primo caffè espresso bevuto nello spazio

3 Maggio 2015.
È questa la data chiave quando si parla del primo caffè espresso bevuto nello spazio, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. A sorseggiarlo è stata Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana della storia a far parte degli equipaggi dell’ESA (l’Agenzia Spaziale Europea).
Il contesto è quello della missione Futura, pensata principalmente per effettuare una serie di esperimenti sulla dinamica dei fluidi in assenza di gravità. Durante i sei mesi di circumnavigazione spaziale, Cristoforetti ha fatto un utilizzo splendido del suo profilo Facebook, raccontando in presa diretta ciò che vedeva dall’alto.

Durante questo periodo, a bordo dell’ISS (detta anche ISSpresso) è stata trasportata una macchina a capsule targata Argotec e Lavazza, in partnership con l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana). Un ottimo esempio di soft power per il Belpaese, che nell’ambito food & beverage incarna ancora una terra paradisiaca. Un gesto tanto semplice e scontato come la pausa caffè, quel 3 maggio 2015 si è trasformato dunque in un momento che ha fatto storia.

Samantha Cristoforetti mentre assaggia il suo caffè, durante la missione Futura (2015)

Argotec è un’azienda che è stata fondata a Torino nel 2008. Mantiene come focus la costruzione di piccoli satelliti per lo studio dello spazio profondo e la progettazione di strumenti volti al comfort degli astronauti. Si è trovata con un’altra azienda, sempre del torinese e probabilmente più conosciuta al grande pubblico: Lavazza. Quest’ultima – molto attenta a sviluppare intelligentemente nuove opportunità di rilancio del marchio – ha contribuito alla buona riuscita del progetto. Oggi, proprio nel Museo della Lavazza viene esposta questa speciale macchina da caffè. Si presenta con una forma cubica, di colore grigio e con una parte cava che ricorda vagamente un forno microonde. Il successo dell’operazione probabilmente vedrà il perseguimento anche nei prossimi anni della produzione di elementi simili.

E se vi state chiedendo come venga bevuto l’espresso nello spazio: niente cucchiaini, tazzine o piattini di ceramica. Il liquido viene bevuto con una cannuccia da una sacca depressurizzata. La Portland State University però ha creato anche una Space Coffee Cup di plastica che è stata provata dall’astronauta Paolo Nespoli, subentrato alla missione Futura con la missione Vita nel 2017. Come ha dichiarato all’Ansa: «abbiamo usato un bicchiere disegnato per poter essere usato in assenza di gravità, che mi ha permesso di mettere il naso nella tazzina, sentire questo sapore e avere le labbra bagnate di caffè, cosa che non succede quando bevi nello spazio. È stata una cosa incredibile, mi ha riportato sulla terra».


Pietro Buatier

Pietro Buatier

Ligure, innamorato del mondo e abituato a scrivere da sempre. Sono appassionato di geopolitica, di storia, di comunicazione e di vita outdoor. Sto poco fermo: mi definisco un trekker con la penna in mano.

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