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Report ONU sulla felicità, l’Italia scala 25 posizioni in 5 anni

In tempo di pandemia la Finlandia, per il terzo anno consecutivo, è il Paese dove si è più felici al mondo. Una posizione difficilmente raggiungibile, ma l’Italia, a dispetto delle tante difficoltà, ha rosicchiato tre posizioni, da 28esima a 25esima.

Il World Happiness Report

E negli ultimi cinque anni ha addirittura scalato la metà delle posizioni dalla testa della classifica, dal 50/o posto. A sancire il risultato è il World Happiness Report della United Nations Sustainable Development Solutions Network in base ai dati del Gallup World Poll. Il Report – che è supportato da varie organizzazioni, tra le quali Fondazione Ernesto Illy e illycaffè – ha stabilito che non c’è stato un declino del benessere nel mondo e che il posizionamento della Finlandia è da attribuire principalmente alla fiducia della popolazione nei confronti della propria comunità. Qualcosa di analogo sta accadendo in Italia, a detta proprio di Andrea Illy: “Una nuova consapevolezza degli italiani, che esprimono più solidarietà tra loro nei momenti di difficoltà”, a fronte di un ordinario “comportamento spiccatamente individualistico”. Cosa starebbe emergendo tra gli italiani? Illy enumera vari elementi: “La disciplina nella madre di tutti gli esperimenti” politici, con la serietà del premier Draghi, la “grandissima stima di cui gode il presidente Mattarella”, la “prova di unità e solidarietà dell’Unione Europea con il Next Generation”.

L’Ue si sta dimostrando “madre dei Paesi europei”, in particolare con l’Italia, cui destinerà “80 miliardi di euro a fondo perduto con il New Generation Plan”, cifra “doppia rispetto al contributo del dopoguerra”. Dunque, dalle performance tra le peggiori nel continente, stagnazione, debito pubblico, si sono succeduti “tutti gli esperimenti politici, un percorso alla ricerca di un nuovo paese”. Ora con Draghi “si è trovata una soluzione che se tiene, e spero terrà, potrebbe far rinascere il Paese”. In aiuto “vengono le famiglie” e il “cambiamento di natura spirituale creato da Papa Francesco”, “la grande ricchezza privata degli italiani”, la “sobrietà del nuovo segretario del Pd Letta” e la possibile transizione “in partito del M5S che dovrebbe operare l’ex premier Conte”.
    Insomma, una collaborazione. Che è poi l’elemento sul quale insiste l’economista e saggista statunitense Jeffrey D. Sachs, presidente di United Nations Sustainable Development Solutions Network, che la definisce una “necessità”. Ammonendo: “Dobbiamo lavorare per il benessere piuttosto che per la ricchezza, che sarà precaria se non miglioriamo il nostro modo di gestire la sfida dello sviluppo sostenibile”.

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