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Lo slow tourism riparte dalla Giornata Mondiale della Bicicletta

“Una bicicletta può ben valere una biblioteca” scrisse Alfredo Oriani, uno dei padri del cicloturismo culturale in Italia. Vale la pena ricordarlo il 3 giugno, Giornata Mondiale della Bicicletta, istituita nel 2018 per volere di tutti i 193 Paesi delle nazioni Unite. Occasione che celebra un mezzo di trasporto subito legato ad un’immagine di viaggio sano, autentico, economico e sostenibile.

La bicicletta in Italia è compagna della nostra quotidianità, tanto che in questo lungo anno di pandemia si è assistito ad un incremento degli spostamenti in bici dei cittadini e una parallela esplosione dei km di piste ciclabili urbane, oggi circa 2.341 km in 22 città italiane. Le biciclette non ci accompagnano solo nei nostri spostamenti urbani, anzi diventano sempre più le protagoniste delle nostre vacanze. Infatti, il Rapporto sul Cicloturismo realizzato da Isnart-Unioncamere e Legambiente suggerisce che 5 milioni di italiani hanno scelto una vacanza in bicicletta nel 2020.

Bicicletta, il mezzo per un turismo lento

Un trend importante soprattutto per la sostenibilità del settore turistico, che vede nel modo in cui ci spostiamo la più grande fonte di emissioni di gas serra. Da questo punto di vista, sono l’aereo e la macchina ad occupare le prime posizioni per quantità di anidride carbonica emessa (il principale tra i gas serra, causa del cambiamento climatico).

Rispetto ad altre forme di turismo, il viaggio in bicicletta è un’alternativa che comporta costi davvero ridotti per l’ambiente e impatta positivamente sulla società, ridando tanto valore al viaggiatore e alle comunità visitate. Oltre a minori emissioni di CO2 e di anidride solforosa, il turismo in bicicletta riduce le congestioni stradali e l’inquinamento acustico, aiuta ad alleviare la pressione da affollamento turistico sui centri urbani ridistribuendo i flussi dei viaggiatori e riqualifica i territori.

Soprattutto, aiuta il viaggiatore ad abbracciare una filosofia di slow tourism. Il concetto di slow tourism, turismo lento, libera il viaggio dalla frenesia che spesso lo accompagna e prova a ripristinare un equilibrio tra i viaggiatori e gli ecosistemi. Nel turismo lento, viaggiare non è solo spostarsi verso e all’interno di nuove destinazioni ma è godersi il percorso, riscoprendo la voce della natura, le suggestioni dei paesaggi, le tante bellezze territoriali nascoste, i cibi e le comunità locali, oltre che i ritmi del proprio corpo.

In questo 2021, anno che si spera rappresenterà la rinascita dopo la crisi che ci accompagna dal marzo scorso, la Giornata Mondiale della Bicicletta è l’occasione di imparare a viaggiare in un modo più consapevole e dolce. Pedalare, insomma, per ritrovare la connessione con il tempo e il valore del benessere ambientale e sociale che il turismo più autentico può significare. Un bel cambio di prospettiva.

5 ciclovie italiane per viaggiare dolcemente nel Bel Paese

Tutti convinti che inforcare la bici sia la chiave per una vacanza più sostenibile, dove si va? L’infinito patrimonio naturalistico e culturale italiano ci viene in aiuto. Luoghi imperdibili e tutti da scoprire si avvicendano lungo le ciclovie italiane, che sanno incrociare borghi sconosciuti, gioielli di storia e affascinanti tradizioni enogastronomiche. Nel “nuovo normale”, una delle parole chiave sarà prossimità: scopriremo grazie alla mobilità dolce quei luoghi dietro l’angolo che non siamo mai andati ad esplorare.

Con questo obiettivo, il 29 aprile, è stato stipulato un protocollo d’intesa tra Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) e l’Alleanza per la Mobilità Dolce (AMODO) per creare un Atlante della Mobilità Dolce, che rappresenti la ricchezza di cammini, sentieri, ciclovie, greenways, borghi, parchi, beni storici e altri elementi rilevanti del territorio italiano, da mettere in relazione al reticolo delle stazioni ferroviarie. In attesa di poter avere per le mani questo compendio degli itinerari da percorrere in bicicletta, ecco una nostra selezione di 5 ciclovie green – alternative alla popolarissima Garda by Lake, la preferita degli italiani – da godersi nella stagione estiva alle porte:

  1. Bike to Coast, Abruzzo

Vincitrice dell’Italian Green Road Award nel 2020, l’Oscar del cicloturismo, è un segmento di 131km della ben più lunga Ciclovia Adriatica, che collega il Friuli Venezia Giulia con la Puglia. Da Martinsicuro a San Salvo, ci si tuffa nel tratto della Costa dei Trabocchi in un susseguirsi di pineti ombrosi, insenature, spiagge sabbiose, incontrando anche zone ambientali di alto interesse quali le riserve regionali di Ripari di Giobbe e di Punta Aderci e l’area marina protetta Torre del Cerrano.

2. Spoleto-Norcia, da ferrovia dismessa a pista ciclabile 

Collega le bellissime Spoleto e Norcia immergendosi nel verde dell’Umbria attraverso una quarantina tra gallerie, ponti e viadotti. 51km per godersi colline, opere d’ingegneria e paesaggi dalla bellezza impagabile. E se non dovesse bastarvi, il percorso può essere esteso per altri 51km collegando i tanti borghi che si incontrano sul tratto che da Spoleto arriva ad Assisi.

3. La Via Silente, Cilento 

600 km di tratti costieri e montani del Parco Nazionale del Cilento, uno dei Parchi Nazionali più grandi d’Italia. 15 tappe di silenzio naturalissimo e dominante. Si parte dal paesino di Castelnuovo Cilento e si attraversa una terra a tratti selvaggia, per una vera avventura. 

4. Ciclabile delle Dolomiti, Veneto

Seguendo la linea di una vecchia ferrovia, si parte da Cortina d’Ampezzo e si attraversa il Parco Regionale delle Dolomiti d’Ampezzo, dove ci si gode la purezza delle montagne più affascinanti al mondo per finire sull’Adriatico veneto dopo ben 191km.  

5. Ciclovia del fiume Oglio, Lombardia

Dal 2013 si snoda per 280 km dal Passo del Tonale al fiume Po, attraverso le province di Brescia, Bergamo, Mantova e Cremona. La più bella d’Italia nel 2019 secondo la giuria dell’Italian Green Road Award, parte dai 1.883 mt. di quota al confine tra Lombardia e Alto Adige, e scende attraverso i boschi della Valle Camonica fino al Lago d’Iseo, i vigneti della Franciacorta, il Parco dell’Oglio Nord e Sud e poi nella pianura.

Viaggiare in bicicletta in modo veramente sostenibile

Una considerazione doverosa riguarda gli impatti che il cicloturismo può avere sul territorio. Un viaggio in equilibrio con la natura necessita di attenzione da parte del viaggiatore, che deve sapersi muovere negli habitat con il giusto rispetto per la vita animale e vegetale che li abitano. Per le prossime vacanze in bici, dunque, preferiamo percorsi che riconvertono e recuperano infrastrutture esistenti, prestiamo attenzione a non disperdere rifiuti e a non degradare il patrimonio naturalistico, gestendo con attenzione le risorse che adopereremo. Muoviamoci con il massimo amore per il territorio. Arricchiamo la nostra esperienza di turismo lento unendo all’uso della bicicletta la scelta degli altri mezzi di mobilità dolce, come i treni e la barca. Infine, il consiglio per questo 2021 è di scegliere mete di prossimità e destinazioni meno battute – oltre a rendere il nostro viaggio davvero sostenibile, ne faremo un’avventura da raccontare!

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